PROGETTI

180 GRADI DI IN-FORMAZIONE

Il progetto “180 gradi”, attraverso esperti nell’ambito della comunicazione, vuole coinvolgere gli studenti delle Scuole Secondarie di Secondo grado della Regione Umbria alla progettazione, creazione e divulgazione di una funzine (Rivista) con l’obiettivo di raccontare non solo l’esperienza storica, culturale e sociale della Legge 180, ma soprattutto di riflettere su ciò che è accaduto dal 1978 ad oggi e su quali siano le “diversità” del nuovo millennio a livello individuale e collettivo.
Il progetto, finanziato dalla Regione Umbria, ha coinvolto Istituti Superiori di Terni, Foligno e Gubbio.

Ruolo svolto: ideatore, coordinatore, formatore

La costruzione di una redazione giornalistica collettiva è lo strumento ideale per raccontare attraverso immagini, video e parole il proprio punto di vista in una logica di confronto con l’altro.

LA CREATIVITA' IMMAGINIFICA

Un percorso dove la fotografia diventa lo strumento per mettere a “fuoco” il proprio processo creativo. Suscitare quel coinvolgimento psicologico che è “l’elemento base per promuovere la creatività” e realizzare il potenziale nascosto in ognuno di noi. Il percorso “La creatività immaginifica” è rivolto a tutti coloro che intendono sviluppare un percorso alternativo e di riflessione basato sullo sviluppo della propria creatività attraverso il linguaggio fotografico e tecniche tipiche dell’arte terapia e della fototerapia.

Ruolo svolto: formatore

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FOTOBIOGRAFIA: il diario tra scrittura e immagini

Fotobiografia è un percorso di educazione alla scrittura di sé basato sull’uso delle fotografie e della scrittura. Il percorso di Fotobiografia consente una rielaborazione del vissuto attraverso la creazione di un prodotto artistico che incide la realtà con una nuova intenzione. Il progetto, realizzato in collaborazione con il Centro per le Pari Opportunità della Regione Umbria, è dedicato a un gruppo di donne che hanno svolto, presso i centri anti-violenza, percorsi di uscita dalla violenza di genere.  L’approccio arte terapeutico accompagna le donne verso la sospensione del giudizio e può permettere loro di esprimere i propri bisogni di accudimento. Il percorso proposto è inteso come uno spazio meta-scritturale e meta-rappresentativo in cui è possibile raccontare le proprie esperienze, i propri vissuti, i propri bisogni e disagi e le loro attese. La donna può così trasformarsi da creatura “rotta” a creatura “creatrice”, in una evoluzione simile a quella messa in atto nella metamorfosi di una farfalla. Il percorso integra tecniche di fototerapia, fotografia terapeutica, foto arte terapia e tecniche di scrittura autobiografica.

Ruolo svolto: ideatore, coordinatore, formatore

LA FOTOGRAFIA TRA ARTE E CURA - Supervisione

Le tecniche acquisite durante la prima fase del progetto triennale “La fotografia tra arte e cura” vengono applicate dai partecipanti al corso nel loro ambito lavorativo, garantendo così un’importante ricaduta sull’intero territorio umbro.

L’attività di supervisione ha come obiettivo quello di procurare uno spazio strutturato necessario agli operatori per riflettere, chiedere e ricevere feedback sui contenuti e sui processi realizzati durante i project works, consolidare le tecniche e le modalità di lavoro acquisite, sviluppare comprensione, abilità esecutive, consapevolezza e coerenza operativa. 

Ruolo svolto: supervisore, coordinatore

LA FOTOGRAFIA TRA ARTE E CURA - 1° FASE

Progetto triennale, realizzato con il sostegno della Regione Umbria, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza e l’uso della fototerapia, fotografia terapeutica e fotografia ad azione sociale all’interno del Servizio Sanitario Regionale. Il corso è rivolto esclusivamente ad operatori dei servizi di salute mentale e delle dipendenze del SSR, o soggetti comunque operanti all’interno dei percorsi attinenti all’ambito della salute mentale e delle dipendenze, nonché psicologi, sociologi ed educatori del territorio umbro.

La Regione Umbria è la prima regione italiana ad aver inserito la Fototerapia all’interno del SSR. 

Ruolo svolto: ideatore, Direttore scientifico, formatore, coordinatore

MADE IN WOMAN

Dance Gallery nell’ambito del progetto HOME | Centro Creazione Coreografica, in partenariato con Cidis Onlus,  ha organizzato un laboratorio intensivo rivolto a donne (migranti e non), guidato da Rita Petrone per la sezione movimento e da Antonello Turchetti per la sezione foto-arte terapia. Un laboratorio in cui memoria e immaginazione si incontrano, creando ponti tra il passato e il futuro per un nuovo racconto del presente. Il corpo, la musica, l’immagine, la fotografia per viaggiare tra memoria e immaginazione. Aprire finestre, passaggio obbligato tra spazio chiuso e libertà, per connettersi con il proprio io-creativo. Ferite che diventano feritoie. 

Ruolo svolto: formatore

UrbanLinks 2 Landscape project

Il workshop di fotografia partecipativa si inserisce all’interno delle attività del progetto europeo “UrbanLinks 2 Landscape, Interreg Europe 2020” sul tema della riqualificazione paesaggistica delle aree urbane e periurbane al fine di ridurre situazioni di degrado e rivitalizzare tessuti e territori residuali e marginalizzati. Il workshop ha coinvolto gli studenti dell’Istituto Agrario “Ciuffelli” di Todi in un percorso di progettazione partecipativa su nuovi usi e funzioni di spazi pubblici allo scopo di valorizzare il loro punto di vista e le loro proposte progettuali di riqualificazione.

Ruolo svolto: ideatore, formatore, relatore

Il percorso formativo si è basato sull’utilizzo della fotografica come strumento educativo seguendo i principi del “learning by doing, learning by shooting”, che ha consentito il massimo livello di partecipazione degli studenti.

CLAN-DESTINO

Il progetto di fotografia partecipativa “Clan-destino – narrazioni di comunità” si è svolto a Montone (PG) e ha coinvolto 10 richiedenti asilo ospiti. Il progetto si è sviluppato nell’arco di due mesi, maggio e giugno 2017, e si è concluso con l’installazione di opere fotografiche all’interno della Rocca di Braccio a Montone in occasione della 20° edizione di Umbria Film Festival.  Attraverso il linguaggio fotografia e il racconto autobiografico sono stati editati, stampati e rilegati libri fotografici frutto di un percorso di auto-narrazione. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Marco Giugliarelli e Sara Lusini.

Ruolo svolto: ideatore, formatore

ME MYSELFIE AND I

ME MY SELFIE AND I nasce come collaborazione tra il Progetto Scuole Aperte, il progetto editoriale SelfBook, e il Centro Studi Umanistici per l’Umbria.

Nell’era dei “selfie”, l’autoritratto, un’appassionante disciplina fotografica, ci permette di riflettere sulla condizione umana partendo da noi stessi come oggetto di studio e di riflessione. Attraverso la fotografia si può scoprire di possedere molteplici sfaccettature e la possibilità di “ri-vedersi” con oggettività e di accettarsi per quello che si è, consente una nuova narrazione di sé. L’autoritratto permette di acquisire una migliore immagine di sé, sia come individuo sia come elemento di una rete sociale.  

Che cosa è per noi un selfie? E un autoritratto? Come possono dialogare questi diversi modi di rappresentare se stessi? Luna Coppola e Sara Lusini, con il progetto editoriale #SELFBOOK, hanno accompagnato i partecipanti in un viaggio rivolto verso la propria interiorità per renderli più consapevoli di loro stessi.

Ruolo svolto: coordinatore, formatore

EDUCATION THROUGH REHABILITATIVE (OUTSIDER) ART PHOTO

Il progetto europeo ETRA (finanziato Lifelong Learning Programme (LLP) Programma settioriale GRUNDTVIG) ha coinvolto 6 paesi europei (Italia, Estonia, Grecia, Spagna, Danimarca e Portogallo). ll progetto ha promosso – in persone adulte in condizione di maginalità sociale- i processi di empowerment individuale e l’apprendimento di competenze attraverso un percorso di apprendimento informale basato sullo stimolo della percezione artistica e della produzione di opere fotografiche. Anno 2011/2013

Scarica le Linee Metodologiche del progetto E.T.R.A.

 

FOTO SCRITTURA CREATIVA

Per chi usa il linguaggio fotografico le pagine del taccuino diventano lo spazio di contenimento di uno dei principali requisiti linguistici della Fotografia: quello narrativo, costituito da immagini fisse che raccontano in sequenza, microstorie personali, appunti visivi, idee, progetti e scritture minime che sono alla base di ogni costruzione di senso. Nel taccuino la sequenza delle fotografie si integra con le parole scritte e/o altri elementi grafici perché l’oggetto consente e facilita l’idea di un racconto di azioni, percorsi di vita, situazioni sociali, in costante rapporto tra realtà e immaginazione.

Progetto sostenuto dal Ministero dell Gioventù.

Guarda il video

 

PUNCTUM

Il progetto è stato promosso e sostenuto dalla Cooperativa sociale BorgoRete e dalla Provincia di Perugia (Assessorato alle politiche culturali). Punctum è un progetto nato dall’intreccio tra fotografia e salute mentale. In questo percorso si è voluto intendere la fotografia non tanto come strumento tecnico piuttosto come veicolo per la comunicazione di differenti umanità, molto spesso chiuse in sé stesse,  di storie, di emozioni e di vite. Il risultato sono scatti che si impongono con forza pittorica, inquadrature che attraversano la narrazione personale e diventano, in un click, racconto universale.

Guarda il video del workshop 1

Guarda il video del workshop 2

Guarda il video del workshop 3

 

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